Pieve SoligoinretefagionatoIeri pomeriggio, giovedì 12 novembre, nella settimana dedicata all'informazione del meeting #soligoinrete, si è svolto, all'auditorium Battistella Moccia di Pieve di Soligo, il corso di formazione dell'Ordine dei giornalisti del Veneto dal titolo "Il giornalismo del futuro, tra una tv da leggere e un giornale da scrivere". Varie le tematiche affrontate, tutte con un solo filo conduttore ovvero il cambiamento radicale che sta avvenendo nel mondo dell'informazione dopo l'avvento del giornale digitale.

Capire questo cambiamento è fondamentale per determinare quale è il futuro dell'informazione cartacea e quale sarà il nuovo ruolo della televisione. La prima relatrice del corso ad intervenire in merito a questo tema è stata Giovanna Faggionato (nella foto accanto), giornalista di Lettera43.

"Oggi i trend dicono che il gap tra il giornale cartaceo e quello digitale digitale verrà prima o poi colmato. Oggi infatti è il lettore che va dove c'è la notizia. I giornali locali ne sono un esempio, essi attualmente godono di un buon numero di utenti che, anzi, sono in aumento. Sicuramente il fatto che il giornale online sia gratuito è rischioso, eppure ci sono anche siti d'informazione che addirittura hanno eliminato i banner pubblicitari perchè creavano disturbo, a favore invece di articoli più approfonditi e sponsorizzati", ha spiegato Fagionato.

Per un approccio più legato al mondo televisivo, rispetto a questa tematica, è intervenuto al corso Paolo Brinis, operatore televisivo per Studio Aperto, Tg4, Tg5 e TgCom (Mediaset), alla cui attenzione sono stati sottoposti alcuni aspetti come ad esempio l'abbandono sempre più frequente, in America, del mezzo informativo della televisione per accedere invece alle informazione proveniente dal web il tutto nell'ottica dei nuovi mezzi di comunicazione. "Il tempo medio dedicato dalle persone all'informazione non è variato negli anni, circa 30 minuti al giorno - ha illustrato Brinis - Il fatto è che nel tempo invece si sono moltiplicati i mezzi di informazione. E' inevitabile quindi che i giovani abbandonino la tv: con l'avvento di internet non ne hanno il bisogno".

Pieve Soligoinrete12.11

"Queste nuove tecnologie hanno cambiato le abitudini degli utenti. Internet ha condizionato il lavoro di tutti e soprattutto del giornalista, una figura che tende sempre più ad essere messa in secondo piano rispetto alla notizia. Il giornalista non è più, quindi, il mediatore tra il fatto e la notizia. I giornali oggi riprendono quello che il web reputa più o meno importante, è l'utente che decide quale è la notizia del giorno - ha proseguito il giornalista - Oggi gli utenti hanno sempre più la mania di voler partecipare direttamente alla notizia, sono ormai frequenti i casi dove l'utente diventa il fautore del servizio stesso, per il quale solo fino a quale anno fa veniva inviata un' intera troupe".

Un'altra analisi sottoposta all'attenzione di Brinis è stata la tendenza odierna di alcuni programmi televisivi a fare giornalismo anche non essendo giornalisti. "Sicuramente il budget a disposizione - ha spiegato Brinis - è molto più alto e questo tipo di giornalismo dipende dalle scelte fatte a monte. Questi programmi non si pongono gli stessi problemi di un giornalista professionista di agire in maniera professionale. Per quanto riguarda il futuro, il potere rimane comunque al lettore e allo spettatore che in qualsiasi momento possono decidere di acquistare o meno un giornale o guardare un programma. Oggi più di sempre si tende a dare precedenza a quello che l'utente richiede, quello che lui ritiene notizia".

Nella seconda parte del corso pomeridiano, la relatrice Nicoletta Genovese, social media manager, ha spiegato quale è il ruolo dei social media nell'ambito dell'informazione, come devono essere utilizzati e come la piattaforma Twitter sia più adeguata a divulgare notizie rispetto al social network per eccellenza, Facebook: "I giornali che aprono un social network non lo devono riempire solo di contenuto, ma devono cercare di interagire e coinvolgere i propri fan".