Soligoinrete Ferrazza malavasi TommasiniIn anni in cui la parola crisi ricorre spesso sui media e nel linguaggio comune, ad indicare il periodo economico difficile iniziato nel 2007, nell'incontro di quest'oggi a #soligoinrete, il meeting sull' informazione organizzato dalla società Dplay a Pieve di Soligo, questo termine ha assunto un significato più simile a quello originario da cui deriva, vale a dire krino, dal greco decisione/valutazione.

"Scrivere in crisi, scrivere di crisi", prima parte conclusasi questa mattina, giovedì 12 novembre, dell'incontro riservato ai giornalisti dell'Ordine del Veneto, ha infatti posto l'accento sulle diverse dinamiche che percorrono attualmente il mondo dell'informazione e dell'editoria, spesso solo superficialmente correlate alla concomitante crisi economica. Sul palco dell'auditorium Battistella Moccia, ad aprire le danze è stato Emilio Tommasini (nelle foto, al centro), giornalista specializzato in finanza, con cattedra in "Economia Aziendale" all'Università di Bologna e direttore di Trader's Magazine, la più importante rivista italiana specializzata in materia finanziaria.

"Se una volta chi scriveva di questi argomenti dava indicazioni su come prendere il "pesce", ossia su quali titoli investire, noi invece cerchiamo di spiegare al lettore come costruirsi la sua "canna da pesca", cioè su quali strumenti ci sono a disposizione per chi intende investire - ha raccontato Tommasini - Molte riviste più blasonate della nostra, che è nata nel 2013, hanno chiuso negli anni scorsi, segno di un periodo in cui, complici le nuove tecnologie, il lettore è molto più attento ai contenuti che ai veicoli che li propongono".

Secondo il professore, il nuovo modo di comunicare legato allo sviluppo dei social network e di altre piattaforme come Youtube, proprio per il suo essere impersonale ha concetrato maggiormente l'attenzione dei lettori sul contenuto effettivo di ciò che stanno leggendo. Da qui, il successo di chi riesce a dare informazione di qualità basate su un certo tipo di analisi, soprattutto per le riviste specializzate. Da questa considerazione, si basa il provocatorio "evviva la crisi !" con il quale Tommasini ha concluso il suo intervento.

Caposervizio alla Tribuna di Treviso, Daniele Ferrazza (nelle foto, a sinistra) nella sua carriera, tra le altre, si è occupato anche di economia, sempre con l'occhio attento del cronista. In particolare, Ferrazza ha sottolineato quello che rimane il punto fermo del giornalismo in un periodo di grande cambiamento come questo, vale a dire la notizia. "Spesso chi si occupa di economia si limita a basarsi sui comunicati stampa delle aziende - ha denunciato Ferrazza - Bisogna invece esercitare sempre il proprio spirito critico, senza accontentarsi di ciò che ci viene detto: è così che si rispetta quel patto con il lettore che è l'etica del giornalista, perché la notizia sarà sempre la nostra materia prima".

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Infine, a concludere la mattinata è stato Giorgio Malavasi (nelle foto, a destra), la cui penna è al servizio di Gente Veneta, settimanale del Patriarcato di Venezia, che ha concentrato le sue osservazioni sulla crisi della carta stampata.

"Dalle statistiche si comprende che non c'è alcun rapporto tra la crisi dei quotidiani e quella economica - ha spiegato Malavasi - Quello che stiamo vivendo, semmai, è il passaggio dalla stampa al digitale, dato che le persone, in realtà, continuano sempre ad informarsi solo che su altri mezzi. Sapere ciò che accade è connaturato all'uomo, che avrà sempre l'esigenza di sentire e far parte di una narrazione".

"Bisogna riuscire a salvaguardare il lettore ancora appassionato al giornale cartaceo, ma senza interrompere la strada verso la digitalizzazione: è questa la conditio sine qua non che dobbiamo rispettare al giorno d'oggi", ha sottolineato infine Malavasi.