Pieve SoligoinretelaureanoLa candidatura a Patrimonio dell'Unesco, per le colline del Prosecco Docg, è stato il tema centrale della seconda serata del meeting sull'informazione #soligoinrete. Ieri sera, mercoledì 11 novembre, all'auditorium Battistella Moccia di Pieve di Soligo, sono intervenuti alcuni degli enti rappresentanti i vari settori interessati a questa tematica.

Il primo intervento è stato di Pietro Laureano (nella foto accanto), architetto e urbanista, nonchè consulente Unesco: "L'Italia è il Paese con più siti iscritti alla lista Unesco. L'iscrizione ad esse è una grande soddisfazione, è un modo per accendere i riflettori su un territorio. Il cuore di questa candidatura è il paesaggio, in particolare di quest'ansa racchiusa dal Piave, dalle Dolomiti e da Venezia".

E' seguito poi l'intervento di Innocente Nardi, presidente del Consorzio di tutela del vino Prosecco Conegliano Valdobbiadene Docg: "La candidatura nasce da un confronto effettuato con altre realtà vitivinicole nell'anno 2008 all'interno del Consorzio. Proprio queste realtà esterne, ma simili alla nostrea, ci hanno fatto percepire che al nostro territorio serviva un'azione come la candidatura. In questa zona ci sono 3 mila viticoltori, quindi la valenza economica è molto rilevante. Noi crediamo che il vino prodotto in queste colline non abbia niente a che vedere con il vino prodotto in pianura: è necessario perciò distinguersi nell'immaginario del consumatore. L'intento è quello di consegnare alle generazioni future questo bellssimo paesaggio che ci è stato donato".

Un'altra candidatura che interessa le zone del vino Prosecco Docg è quella a "Città del Vino" 2016 di cui ha parlato il sindaco di Conegliano, Floriano Zambon: "La candidatura a Città del Vino 2016 nasce dalla presa di coscienza sul valore del nostro territorio. Con queste candidature vogliamo trasformare i visitatori in turisti". "Già ben 130 eventi vengono fatti sul territorio - ha spiegato Luciano Fregonese, sindaco di Valdobbiadene - Molto importante in questo ambito è il volontariato che in questo territorio è un'eccellenza perchè le manifestazioni organizzate, circa 130, sono di alto livello. E' nostro il compito promuovere tutto ciò".

Altro intervento quello di Federico Capraro, presidente Federalberghi di Treviso: "Questo territorio è una destinazione turistica ed è una opportunità non tanto in funzione della candidatura, ma alla riflessione sul processo che attiva. Dobbiamo cercare di farla diventare una destinazione turistica esperienziale, dove il turista che già la conosce ci torna e quello che non la conosce la vuole scoprire. Questo territorio è perfetto per un mercato di nicchia se vogliamo essere coerenti con le strutture e i mezzi che possiede. E' necessario riqualificare i servizi richiesti dal turista che frequenta questi luoghi, il turista leisure rispetto al turismo di massa".

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In rappresentanza dell'associazione "Fare Rete", che riunisce 20 associazioni attive sul territorio, è intervenuta Daniela Castiglione: "Prima di parlare di candidatura crediamo sia necessario ascoltare il nostro territorio, perchè purtroppo gode solo apparentemente di buona salute. La nostra associazione costituisce un ponte tra la cittadinanza e gli organi istituzionali. Il cittadino richiede una maggiore attenzione sulle modalità agricole e le deroghe sulla legge nazionale in particolare sul Pan sull'uso di sostanze chimiche nel trattamento delle piante. Ringrazio il Comune di Pieve di Soligo perchè è stato uno dei primi a recepire alcune nostre richieste come l'istituzione del divieto di bruciatura delle potature e il divieto di utilizzo del disseccante glifosato".

Come ultimo intervento quello di Alessando Minuto Rizzo, diplomatico: "E' innanzitutto utile riportare tutto ad una realtà concerta, tenendo conto che questo è un negoziato internazionale. E' una competizione ed esiste un comitato apposito per decidere se la candidatura può essere fattibile. Poche aree nel mondo sono state riconosciute come patrimonio dell'umanità quindi non è facile essere messi a confronto con paesaggi molto diversi fra loro. Il vantaggio non saranno i guadagni ma la priorità morale, essere curati, avere facilitazioni e guardati con occhio di attenzione. Le cose utili sono due: ambizione e determinazione".

"La candidatura di questo territorio è una sfida per tutti - conclude Pietro Luareano - dobbiamo trovare delle soluzioni, ma questo fa parte del processo di cambiamento". Al termine del dibattito anche alcuni partecipanti tra il pubblico in sala hanno sottoposto alcune questioni lasciate in sospeso tra le quali è emersa la preoccupazione dei cittadini per gli aspetti della sicurezza sanitaria, della qualità della terra da cui deriva poi il paesaggio, per poi toccare anche il tema degli sbancamenti a discapito di alcuni luoghi storici e di valore culturale. Il professore Laurano ha quietato gli animi spiegando che nel mondo esistono molte realtà che presentano condizioni peggiori della nostra: "Non mi sento di dire che questa terra sta morendo. Credo sia invece più utile, in questo percorso intrapreso, correggere gli errori partendo proprio dall'amore per questa terra".

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