Tomasini1Si è svolto ieri pomeriggio, nell'ambito di #soligoinrete, l'incontro tra alcuni operatori economico-finanziari del territorio ed Emilio Tomasini, professore di finanza aziendale all'Univerisità di Bologna e direttore responsabile dell'edizione italiana di "Traders' mag", la rivista leader per l'investitore e il trader attivo in Europa.

Tomasini ha illustrato come il trading, ovvero l'acquisto di titoli ad un prezzo inferiore per rivenderli ad uno maggiore in breve tempo, oggi sia diventato uguale ad un investimento, basato invece sull' aumento di valore nel tempo di ciò che è stato acquisito: "Il termine trading ha solitamente una connotazione negativa ed è visto come un rischio per molti ambienti finaziari. Oggi l'economia è un organismo vivente che cambia di giorno in giorno". Anche il termine "investimento", quindi, non può essere più inteso come lo è stato in passato.

"Seguendo il grafico della forza relativa, un indice di performance borsistico di un titolo, dell'Italia rispetto al resto del mondo, possiamo notare che, finalmente dopo quasi sette anni di perdita, l'andamento segue una direzione più o meno orizzontale. La caratteristica dell'indice della forza relativa è l'autocorrelazione, ovvero il mantenimento dell'andamento per un certo periodo. In base a quanto detto e alla luce dei dati sembra proprio che nel prossimo biennio 2016-2017 gli orizzonti siano rosei, anche se con delle possibili cadute determinate da condizioni o eventi sconosciuti".

"L'Europa si trova oggi nella stessa posizione dell'Italia, ovvero di oscillazione orizzontale. Questo è molto positivo in quanto l'Europa è solo un anno e mezzo nel Qe ovvero un piano di allentamento monetario, dove le banche centrali si pongono quali acquirenti di beni, generalmete di azioni o titoli di stato, con denaro creato ex-novo e al fine di incentivare la crescita economica. L'America ha dovuto attendere 5 anni perchè il medesimo piano desse dei frutti".

"Nel nostro paese c'è una doppia Italia, quella formata dalle banche e dalle assicurazioni e quella dell'Italia che esporta. In questo momento il mercato premia le aziende che esportano perchè molto competitive, infatti l'indice connesso ad esse ha raggiunto il massimo storico. I grandi colossi bancari e assicurativi invece presentano un indice che risulta ai minimi storici".

L'incontro, nell'auditorium Battistella-Moccia di Pieve di Soligo, si è concluso con un focus sul mercato delle biotecnologie "Il mercato delle biotecnologie e dell'industria farmaceutica - conclude Tomasini - sforna ogni giorno novità impressionanti. Credo perciò sia utile continuare a mantere i titoli acquisiti in questo settore e lo consiglio per nuovi investimenti".

Al giorno d'oggi non esiste, quindi, nessuna differenza tra l'attività di trading ed investimenti perchè "Il rischio in un mondo globalizzato e in una economia dinamica ti cerca, ti entra in casa. Il trading è diventato investimento".